Descrizione dei vani interni della cavità
Su indicazione del Colonnello Gariboldi, il Battellini rintracciò questa cavernetta nel 1922, ma, probabilmente per le ridotte dimensioni della stessa, non eseguì nessun rilievo. In seguito la grotta venne ricercata minuziosamente, ma fu rinvenuta appena nel gennaio del 1959. Al tempo
l'ingresso era celato tra fitti rovi, sotto il ciglio di una dolinetta.
La cavità è costituita da quattro brevi vani uniti da angusti passaggi; mentre la cavernetta iniziale ha le pareti nude e corrose, il resto della grotta si presenta riccamente concrezionato ed il suolo è formato da argilla asciutta e compatta. Acuti caminetti forano la volta in vari punti, giungendo a poca distanza dalla superficie.
Da una nota del 1985 di Dario Marini, risulta che: "la dolinetta dove si trovava la grotta è stata colmata negli anni '70 con materiale derivato da qualche demolizione, per cui la cavità non è più rintracciabile".