Breve descrizione del percorso d'accesso
L'ingresso della cavità si apre sul fianco di un marcato canalone che dal Dosso Giulio scende verso la Valle di Locavaz, pochi metri a monte dal punto in cui il solco è intersecato dalla strada per Gorizia.
Descrizione dei vani interni della cavità
Un basso corridoio terroso, fiancheggiato da massicce concrezioni, porta in una saletta dalla volta a cupola, nella quale è stato praticato, da parte di persone ignote, uno scavo a trincea in un banco di argilla, probabilmente con lo scopo di trovare resti archeologici. La sala si prolunga in vari ambienti laterali separati da numerose stalagmiti di piccole dimensioni, il più esteso è un vano ascendente che segue la giacitura degli strati e nel quale si nota una certa attività idrico. La grotta è stata usata come occasionale ricovero militare durante la prima guerra mondiale.
NOTA (Radacich CAT 2002)
La cavità è stata distrutta dall'oleodotto (o metanodotto) della SI.LO.NE (Sistemi logistici Nord Est)