Descrizione dei vani interni della cavità
Il versante meridionale di una grande dolina alberata è costituito da una parete fortemente strapiombante che forma un vastissimo riparo, simile a quello, molto più piccolo, della Grotta Cotariowa (151/264VG).
Il Battelini lo rilevò per la prima volta nel 1923 e successivamente furono eseguiti alcuni scavi a ridosso della parete. Venne così scoperto un passaggio malagevole che conduce ad una bassa caverna il cui suolo è costituito da un sottile crostello calcitico, che copre un grande deposito argilloso ricco di ossa di animali, mentre una selva di piccole stalattiti candide adorna la volta.
La cavità è il misero resto di un gigantesco inghiottitoio, ed il solco scavato dal corso d'acqua che vi si inabissava si estende, ancora ben evidente, verso Nord.