Breve descrizione del percorso d'accesso
L'imbocco della cavità si apre nei pressi del Sanatorio di Aurisina, al bordo occidentale di una vasta depressione nella quale oltretutto un tempo si aprivano alcune caverne, forse interessanti per i paletnologi, ora completamente ostruite da pietrame.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il pozzo ha una struttura complessa e mentre una delle sue pareti è piuttosto uniforme, quella opposta è accidentata da risalti e fratture che le conferiscono un aspetto infido e pericoloso.
Due ripiani danno accesso a due diramazioni fortemente concrezionate, la maggiore delle quali inizia con una malagevole strettoia. La cavità originariamente aveva forse una maggiore profondità, ma durante l'apertura dell'imbocco il pietrame caduto in grande quantità deve aver ostruito un passaggio sul fondo.
Il nome della grotta deriva dalle caratteristiche concrezioni che coprivano le pareti di molti suoi ambienti al momento della scoperta, avvenuta nell'agosto 1956.