Grazie ai contributi della Regione la scienza entra alla Grotta delle Torri di Slivia

Un nuovo traguardo con il contributo del Servizio Geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Con il contributo del Servizio Geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha avviato un programma di finanziamenti dedicato al miglioramento della fruizione turistica delle grotte regionali, prende forma un progetto di collaborazione tra enti di ricerca e istituzioni finalizzato alla valorizzazione scientifica e divulgativa del patrimonio carsico del territorio.

Nuovi percorsi didattici grazie al primo modello 3D di uno pseudoscorpione troglobio

L’iniziativa, sviluppata come esperienza di “didattica non formale”, segna un nuovo traguardo per la divulgazione scientifica nel Carso. Venerdì 8 maggio, alla Grotta delle Torri di Slivia, è stato presentato il primo modello 3D in scala ad altissima risoluzione di uno pseudoscorpione troglobio, il Neobisium reimoseri, un minuscolo aracnide di appena 4-5 millimetri perfettamente adattato alla vita nelle cavità carsiche.

Il modello, insieme a una nuova cartellonistica divulgativa, andrà ad arricchire l’offerta turistica della grotta, contribuendo ad aumentare la consapevolezza scientifica dei visitatori sul delicato ecosistema ipogeo.

Un esempio virtuoso di collaborazione

Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra enti scientifici, grotte turistiche e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Presso Elettra Sincrotrone Trieste, i ricercatori Michal Kalapus, Elena Longo e Diego Dreossi hanno realizzato le scansioni microtomografiche dell’esemplare originale.

Successivamente, il gruppo guidato dal paleontologo Gianpaolo Di Silvestro ha trasformato i dati ottenuti in un modello digitale e nella relativa stampa fisica. Il coordinamento scientifico della ricerca è stato affidato a Valentina Balestra.

Il risultato finale è un modello in scala 100x capace di mostrare dettagli morfologici impercettibili a occhio nudo, ottenuto con layer di stampa di appena 30 micron e oltre 180 ore di lavorazione.

 

Alla scoperta del contesto culturale e delle tradizioni locali

Il sostegno alle attività turistiche della Grotta di Slivia non si limita al mondo sotterraneo. Nei terreni circostanti la grotta sono stati infatti realizzati percorsi esterni corredati da cartellonistica fissa e contenuti accessibili tramite QR code, pensati per raccontare le storie, le tradizioni e le persone che hanno caratterizzato questo angolo del Carso nel corso del tempo.

Biodiversità ipogea e ricerca tassonomica: il valore scientifico del progetto

Oltre al valore divulgativo e turistico, il progetto rappresenta anche un importante strumento per lo studio tassonomico della fauna troglobia grazie all’elevata precisione delle scansioni 3D.

Oltre al Neobisium reimoseri, il gruppo di ricerca analizzerà altre specie, contribuendo ad ampliare la conoscenza della biodiversità ipogea del Carso e degli ecosistemi sotterranei del Friuli Venezia Giulia.

La promozione del territorio e la collaborazione con le aziende locali

Alla presentazione hanno partecipato anche i rappresentanti di Coldiretti Trieste, a conferma del ruolo delle imprese locali come attori fondamentali per lo sviluppo economico del Carso.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre sottolineata l’importanza di promuovere azioni di valorizzazione del territorio sempre più orientate alla sostenibilità ambientale e all’integrazione degli ambienti ipogei nella narrazione culturale e turistica del Carso triestino.

L’intero progetto si inserisce nell’ambito delle azioni di tutela e valorizzazione della geodiversità e del patrimonio geologico e speleologico promosse dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso la Legge regionale 14 ottobre 2016, n. 15