Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

2627 | Grotta di Artegna

Nome principale Grotta di Artegna
Numero catasto 2627
Numero catasto locale 401 FR
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Giulie
Comune Montenars
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,260072581334
Lon. WGS84 13,22798520963
Est RDN2008/UTM 33N 363434
Nord RDN2008/UTM 33N 5124470
Quota ingresso (s.l.m.) 505 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 476 m
Dislivello positivo 5 m
Dislivello totale 5 m
Quota fondo 505 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Prealpi Giulie
Area carsica Artegna (C)
Morfologia rilievo collinare
Geomorfologia versante

Note caratteri fisiografici

bancone carbonatico nel Flysch

Caratteri interni

Andamento Semplice orizzontale
Pozzi No
Planimetria articolata: più vani
Tipologia terreno calpestabile limoso prevalente
Crolli recenti Si
Grotta turistica No
Concrezionamento scarso / assente
Acqua interna No

Ingressi

Ingresso 1

Latitudine WGS84 46,260072581334
Longitudine WGS84 13,22798520963
Quota ingresso (s.l.m.) 505 m s.l.m.
Morfologia parete
Terreno superficie esterna limoso/argilloso prevalente

Archeologia

Data
1958
Autore
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Rinvenimenti occasionali. In base al toponimo la cavità, anche nota come Buse de Jasbine, viene talora confusa con la Jasbine di Costalunga (fr. 446/1059).

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Cronologia Pleistocene-Olocene

Materiali

Paleontologici resti di: Ursus spelaeus (1 carpo-tarsale), Lepus sp., Canis familiris, Canis sp., Vulpes vulpes, Talpa europaea, Felis silvestris, Capreolus capreolus, Sus scrofa (maiale), Bos primigenius (bue), Ovis vel Capra, Aves indet., Mammiferi indet., Chirotteri indet., Lagomorfi indet.
Bibliografia Dalla Vecchia 2008; Bon et alii 1991; Bressan 1987a.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito Museo Friulano di Storia Naturale
Indirizzo deposito via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine

Note

Rispetto a quanto edito (Bressan 1987a, pp. 15-18) i resti attribuiti a Canis lupus sono stati riattribuiti a Canis familiaris, quelli di Lepus timidus a Lepus sp., quelli di Vulpes sp. a Vulpes vulpes, quelli di Talpa sp. a Talpa europaea. Non risultano presenti in collezione (dispersi?) i resti attribuiti a Microvertebrati indet. (Luca Dorigo, Museo Friulano di Storia Naturale, determinazione anno 2012).

Descrizione e rilievo

Descrizione dei vani interni della cavità

Lunga galleria che s'interna nel monte in direzione SSE e che, a 45m dall'ingresso, si biforca; un ramo prosegue in direzione SSE per circa 60m, quindi devia verso W, l'altro, il principale, continua in direzione SE per 70m, fino a giungere ad una frana. Da qui, attraverso un passaggio aperto in frana, si percorrono altri 100m e quindi si giunge alla fine della cavità che è rappresentata da un'altra frana, sormontata da un camino.

Rilievo: Pianta e sezione (09/02/1975)
Grotta di Artegna

Bibliografia

Antropospeleologia

Bibliografia Speleologica del Friuli

Guidi P. (a cura di)

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Indici: Archeologia

Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Antropospeleologia

Catalogo dei reperti ossei della Sezione Paletnologica-Antropologica del Museo Friulano di Storia Naturale

Bressan F.

Museo Friulano di Storia Naturale (1987)

Indici: Archeologia

Catalogo analitico dei reperti osteologici presenti nelle collezioni museali, suddivisi in base alla località di provenienza e alla relativa specie di appartenenza. Numerose sono le località in grotta comprese nello studio, oggetto di indagini da parte del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sin dalla fine dell'Ottocento. Nelle premesse introduttive si sottolineano le gravi lacune documentarie che contraddistinguono i vari repertori faunistic, giunti in museo privi di dati contestuali e stratigrafici a causa della natura non sistematica delle indagini di scavo al tempo condotte.
Antropospeleologia

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali

Maddaleni P.

Museo Friulano di Storia Naturale (2017)

Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Indici: Archeologia

Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
Antropospeleologia

I giacimenti quaternari di vertebrati fossili nell'Italia nord-orientale

Bon M., Piccoli G., Sala B.

(1991)

Tratto da: Memorie di Scienze Geologiche, 43: 185-231, Padova

Indici: Archeologia

Catalogo ragionato dei vertebrati fossili del Quaternario dell'Italia nord-orientale (Tre Venezie). Dei numerosi siti friulani compresi nello studio, alcuni vengono ampiamente discussi (Pleistocene Superiore: Grotte Verdi di Pradis, Velika Jama; Olocene Antico: Riparo di Biarzo), altri solo brevemente menzionati tra i "Rinvenimenti minori".
Antropospeleologia

Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano

Paolo Maddaleni

Circolo speleologico e idrologico friulano (2018)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine

Link: http://www.csif.it/easynet/Archivi/CSIF/Pdf/0000/263.PDF

Indici: Archeologia

Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.
Antropospeleologia

Vertebrati fossili del Friuli. 450 milioni di anni di evoluzione.

Dalla Vecchia F. M

Museo Friulano di Storia Naturale. Pubblicazioni (2008)

Indici: Archeologia

Nel Volume è presente un excursus sulla storia dei vertebrati del Quaternario (Olocene escluso) in Friuli, condotto sulla base di precedenti studi disponibili in letteratura. L'A. in riferimento alle associazioni di vertebrati pleistocenici (Pleistocene Superiore) rinvenute in numerosi contesti in grotta del territorio friulano, sottolinea come la valenza scientifica delle stesse risulti spesso inficiata dall'assenza dei dati stratigrafici di provenienza, non sistematicamente registrati nel corso dei primi scavi effettuati tra Otto- e Novecento ma anche in anni più recenti (es. Grotte Verdi di Pradis). Al polo opposto si pongono i dati disponibili per alcuni contesti oggetto di indagini di scavo stratigrafiche approfondite, quali la Grotta del Rio Secco e la Grotta del Clusantin (Altopiano di Pradis) e il Riparo di Biarzo (Valli del Natisone). Particolarmente diffusa tra le specie rinvenute nei siti ipogei appare l’Orso delle Caverne (Ursus spelaeus), che in uno specifico caso (Abisso di Viganti: materiali andati dispersi dopo la rotta di Caporetto) appare in associazione con il ghiottone (Gulo gulo), animale non comune indicatore della presenza al tempo di un clima rigido e di un ambiente di tundra. Si segnala che la cavità indicata nel testo come Mala Jama corrisponde alla Mala Pec (materiali in deposito presso il Museo Friulano di Storia Naturale).