Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

110 | Grotta di Viganti

Nome principale Grotta di Viganti
Nome principale sloveno Olobinjica
Numero catasto 110
Numero catasto locale 66 FR
Numero totale ingressi 2

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Giulie
Comune Nimis
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,24481326
Lon. WGS84 13,28992013
Est RDN2008/UTM 33N 368170.585
Nord RDN2008/UTM 33N 5122669.719
Quota ingresso (s.l.m.) 534 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 1450 m
Profondità 252 m
Dislivello totale 252 m
Quota fondo 307 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Prealpi Giulie
Area carsica Monte La Bernadia (A)
Morfologia altopiano
Geomorfologia ripiano – terrazzo
Idrologia corso d'acqua temporaneo (attuale)
Contesto attuale prativo/arbustivo
Distanza dal mare >10.000 m
Distanza da fonte d'acqua <500 m

Caratteri interni

Andamento Tratti verticali e orizzontali alternati
Pozzi Si
Planimetria articolata: più vani
Crolli recenti No
Grotta turistica No
Acqua interna Si

Ingressi

Ingresso basso

Latitudine WGS84 46,24481326
Longitudine WGS84 13,28992013
Quota ingresso (s.l.m.) 534 m s.l.m.
Morfologia riparo
Terreno superficie esterna roccioso affiorante/subaffiorante

Ingresso alto

Latitudine WGS84 46,24458236606
Longitudine WGS84 13,289958634588
Quota ingresso (s.l.m.) 559 m s.l.m.

Archeologia

Data
Inizi del Novecento
Autore
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Due rinvenimenti effettuati da alcuni soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano nel 1904 (Gortani 1908) e da G. B. De Gasperi nel 1912 (De Gasperi 1912a, b). Nell'intervento del 1912 i resti faunistici vennero rinvenuti in un cunicolo laterale della cavità, sul fondo di una "marmitta dei giganti". I resti, in giacitura secondaria, erano contenuti in un deposito rimaneggiato dall'azione erosiva delle acque sotterranee che trasportarono a valle del punto originario di giacitura solo parte dei resti faunistici ivi giacenti.

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Settore indagini 1904
Cronologia Pleistocene

Materiali

Paleontologici resti di Ursus spelaeus (denti, metatarsi), in cui risultano compresi i resti al tempo riferiti alla "var. Ursus spelaeus minor".
Bibliografia Dalla Vecchia 2008; Bon et alii, 1991; Bressan 1987a; Dal Piaz 1928; Fabiani 1919; De Gasperi 1912a; Gortani 1908.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali parzialmente conservati
Denominazione deposito Circolo Speleologico e Idrologico Friulano; Museo Friulano di Storia Naturale
Indirizzo deposito via A. Diaz n. 58, 33100-Udine; via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine.

Note

Non del tutto verificata risulta l'attuale consistenza dei materiali faunistici conservati nei due depositi. In alcuni casi i materiali originariamente conservati presso il Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sono stati trasferiti nelle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale.

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Settore indagini 1912
Cronologia Pleistocene-Olocene?

Materiali

Paleontologici resti riferibili ad un individuo di Gulo gulo (già Gulo luscus) (5 frammenti: 1 ramo mandibolare sinistro con il quarto premolare e il primo molare; parte di 1 ramo mandibolare destro con il canino, il quarto premolare ed il primo molare; 1 canino superiore destro; 1 frammento del canino superiore sinistro; parte “dell’osso incisivo sinistro”), resti di Ursus spelaeus, Vulpes vulpes (già Canis vulpes) e Arvicola sp.
Bibliografia Muscio 2020; Dalla Vecchia 2008; Bon et alii 1991; Bressan 1987a; Dal Piaz 1928; Fabiani 1919; De Gasperi 1912a, b.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali parzialmente conservati
Denominazione deposito Circolo Speleologico e Idrologico Friulano; Museo Friulano di Storia Naturale; Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Firenze; Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Padova
Indirizzo deposito via A. Diaz n. 58, 33100-Udine; via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine; via G. La Pira n. 4, 50121-Firenze; Palazzo Cavalli, via Giotto n. 1, 35121-Padova

Note

I resti di Gulo gulo (ghiottone) risultano in parte dispersi. La mandibola risulta attualmente conservata presso il Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Firenze ove venne forse trasferita nel periodo compreso tra le due Guerre Mondiali quando il Circolo trovò provvisoriamente sede a Firenze. Un canino esaminato da Dal Piaz (1928, p. 29) all’Istituto di Geologia di Padova è plausibile ritenere sia qui conservato. Quanto ai resti di Ursus spelaeus non del tutto verificata risulta l'attuale consistenza dei materiali faunistici conservati nei depositi del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano e del Museo Friulano di Storia Naturale. In alcuni casi i materiali originariamente conservati presso il Circolo sono stati trasferiti nelle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale.
Data
Anni Cinquanta e Sessanta del Novecento
Autore
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Rinvenimenti occasionali effettuati nel 1958 e 1961.

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Cronologia Pleistocene-Olocene

Materiali

Paleontologici resti faunistici relativi a: Ursus spelaeus, Ursus sp., Mammiferi indet., Carnivori indet., Micromammiferi indet. (Glis glis?), Chirotteri indet.
Bibliografia Dalla Vecchia 2008; Bon et alii 1991; Bressan 1987a.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito Museo Friulano di Storia Naturale
Indirizzo deposito via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine

Note

Non trova riscontro nelle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale la presenza di resti riferibili a Ursus arctos e Meles meles citata da Bon et alii (1991, p. 212) e Dalla Vecchia (2008, p. 286).

Descrizione e rilievo

Breve descrizione del percorso d'accesso

La Grotta di Viganti si apre con un ampio portale, a 540m s.l.m. sui Monti Bernadia (Tarcento), ai piedi di una parete calcarea sottostante le case di Borgo Vigant, al termine di una valle chiusa che si sviluppa in terreni eocenici.

Descrizione dei vani interni della cavità

Le prime esplorazioni della cavità iniziarono nel 1896 con l'intento di indagare dal punto di vista idrografico quella che diventerà successivamente una delle zone più interessanti del Friuli, e durante ulteriori indagini, svolte nel 1904 e nel 1912, vennero rinvenuti numerosi resti di fauna risalente all'ultima fase glaciale.
La grotta, formata da un insieme di gallerie e di pozzi di modeste dimensioni (a parte i due maggiori, profondi circa 40m l'uno), inghiotte nei periodi piovosi le acque del Rio Tanaloho che poi, attraverso un sifone lungo 32m e posto alla profondità di 248m, smaltisce nella sottostante Grotta Pre-Oreak. In occasione di piene eccezionali quest'ultima viene completamente invasa dalle acque che si gettano poi nel Torrente Cornappo.
L'esplorazione del sifone che congiunge le due cavità, avvenuta negli anni 1963-1965 ad opera dei subacquei della Commissione Grotte "E.Boegan", risolse un problema idrologico che aveva appassionato varie generazioni di studiosi. Nello stesso periodo la Commissione Grotte completava il rilievo dell'abisso, scoprendo nel contempo un nuovo ramo, non percorso da acque correnti, che, partendo dalla profondità di 160m, porta all'inizio della galleria terminale, alla profondità di 208m: questa nuova via permette ora di raggiungere il fondo della cavità evitando il tratto intermedio, piuttosto scomodo per la presenza in ogni stagione di acque correnti.
Alla fine del 1977 l'Associazione Friulana Ricerche ha scoperto un secondo ramo fossile il cui rilievo è stato aggiornato dal Gruppo Triestino Speleologi nel 1984.

Rilievo: Pianta e sezione (14/10/1984)
Grotta di Viganti

Bibliografia

Antropospeleologia

Aggiunte e segnalazioni

Marinelli O.

Società Alpina Friulana (1912)

Tratto da: In: Guida del Friuli, IV. Guida delle Prealpi Giulie, 762, Udine

Indici: Archeologia

Si menzionano i resti faunistici (riferibili a Ursus spelaeus, Gulo luscus e altri mammiferi) provenienti dagli scavi condotti all'Abisso di Viganti. I resti si concentravano in una sorta di "marmitta dei giganti", in corrispondenza di un cunicolo laterale della cavità.
Antropospeleologia

Avanzi di Mammiferi rinvenuti in alcune grotte friulane

Gortani M.

Circolo speleologico e idrologico friulano (1908)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, 5 (1/2) (ago.-dic. 1908): 1-17, Udine

Indici: Archeologia

Vengono descritti i resti faunistici provenienti da diverse cavità del Friuli orientale. Essi vengono attribuiti alle specie: Arctomys marmotta, Lepus timidus, Equus, Sus scrofa, Cervus elaphus, Capra hircus, Ovies aries, Bos taurus, Canis lupus, Canis familiaris, Ursus e Felis (f. domestica). L'A. aggiunge al record faunistico della Velika Jama altre specie non prima segnalate: marmotta, lepre, cane e gatto domestico.
Antropospeleologia

Bibliografia Speleologica del Friuli

Guidi P. (a cura di)

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Indici: Archeologia

Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Antropospeleologia

Catalogo dei reperti ossei della Sezione Paletnologica-Antropologica del Museo Friulano di Storia Naturale

Bressan F.

Museo Friulano di Storia Naturale (1987)

Indici: Archeologia

Catalogo analitico dei reperti osteologici presenti nelle collezioni museali, suddivisi in base alla località di provenienza e alla relativa specie di appartenenza. Numerose sono le località in grotta comprese nello studio, oggetto di indagini da parte del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sin dalla fine dell'Ottocento. Nelle premesse introduttive si sottolineano le gravi lacune documentarie che contraddistinguono i vari repertori faunistic, giunti in museo privi di dati contestuali e stratigrafici a causa della natura non sistematica delle indagini di scavo al tempo condotte.
Antropospeleologia

Geologia e morfologia delle Prealpi Giulie meridionali

Ponton M.

Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)

Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 35-45, Pasian di Prato (UD)

Indici: Archeologia

Le caratteristiche geologiche e le morfologie originali delle Prealpi e, in primis, delle Prealpi Giulie meridionali, rappresentano insieme alla facilità di accesso, alla buon esposizione e alla disponibilità di corsi d’acqua, dei fattori ottimali che nel tempo hanno favorito la frequentazione umana in tale comparto territoriale, la quale ha privilegiato sia i ripiani costituiti da depositi alluvionali localizzati in corrispondenza dei terrazzi fluviali sia, in particolare, le cavità e i ripari rocciosi. L’A. partendo quindi dalla dettagliata illustrazione del fenomeno del carsismo, a cui si deve la formazione e sviluppo delle numerose cavità presenti nell’area, passa quindi in rassegna alcuni tra i più significativi contesti ipogei (grotte e ripari) con evidenza di frequentazione umana, descrivendone le specifiche caratteristiche geo-morfologiche.
Antropospeleologia

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali

Maddaleni P.

Museo Friulano di Storia Naturale (2017)

Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Indici: Archeologia

Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
Antropospeleologia, Biospeleologia, Documentazione speleologica, Geospeleologia e carsismo, Paleontologia, Speleologia tecnica

Grotte e voragini del Friuli

De Gasperi G.B.

Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano (1916)

Indici: Archeologia, Botanica, Fauna, Geomorfologia e speleogenesi, Guide e narrativa, Leggende, folklore, culto, Storia della speleologia

Nel volume è presente un catalogo descrittivo di tutte le più significative cavità e voragini del Friuli discusse secondo l'area geografica di appartenenza. Dove disponibili, l’A. riporta specifici riferimenti alla storia delle ricerche e alle eventuali indagini paletnologiche in esse effettuate, comprensivi delle relative citazioni bibliografiche. Il capitolo finale appare riservato all’analisi dei resti umani, dei fossili e della fauna vivente sino ad allora rinvenuti nelle grotte friulane. (Edito anche come "Memorie Geografiche di G. Dainelli", 30: 1-220)
Antropospeleologia, Biospeleologia, Documentazione speleologica, Geospeleologia e carsismo, Paleontologia, Speleologia tecnica

Grotte e voragini del Friuli

De Gasperi G.B.

Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano (1916)

Indici: Archeologia, Botanica, Fauna, Geomorfologia e speleogenesi, Guide e narrativa, Leggende, folklore, culto, Storia della speleologia

Antropospeleologia

I Mammiferi Quaternari della Regione Veneta

Fabiani R.

Università di Padova (1919)

Tratto da: Memorie dell'Istituto di Geologia della R. Università di Padova, 5 (1917-1918): 1-174, Padova

Indici: Archeologia

Ampia monografia in cui, dopo un excursus sulle ricerche disponibili in questo campo ove l'A. menziona, tra le altre, anche le attività dei soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, si passano in rassegna i principali giacimenti con faune oloceniche presenti nella Regione Veneta (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Istria), descritti nelle principali caratteristiche geologiche. Ai resti animali viene riservata una dettagliata analisi sistematica, anche comprensiva, nell’ultima parte dell’opera, di una proposta di ricostruzione, non priva di elementi di incertezza, della successione cronologica faunistica tra Pleistocene ed Olocene. Nella parte dedicata al Friuli vengono discusse solo le cavità delle Prealpi Giulie.
Antropospeleologia

I giacimenti quaternari di vertebrati fossili nell'Italia nord-orientale

Bon M., Piccoli G., Sala B.

(1991)

Tratto da: Memorie di Scienze Geologiche, 43: 185-231, Padova

Indici: Archeologia

Catalogo ragionato dei vertebrati fossili del Quaternario dell'Italia nord-orientale (Tre Venezie). Dei numerosi siti friulani compresi nello studio, alcuni vengono ampiamente discussi (Pleistocene Superiore: Grotte Verdi di Pradis, Velika Jama; Olocene Antico: Riparo di Biarzo), altri solo brevemente menzionati tra i "Rinvenimenti minori".
Antropospeleologia

I mammiferi fossili e viventi delle Tre Venezie. Parte sistematica n. 3: Carnivora

Dal Piaz G. B.

(1928)

Tratto da: Studi Trentini di Scienze Naturali, 9 (1): 16-33, Trento

Indici: Archeologia

Nella descrizione dei resti animali riferibili alla fauna quaternaria si citano, fra gli alti, materiali provenienti da San Giovanni d'Antro e dall'Abisso di Viganti. Secondo quanto riportato da Dal Piaz un canino di Gulo gulo (ghiottone) rinvenuto all'Abisso di Viganti, i cui resti andarono poi dispersi, risulta depositato presso l'Istituto di Geologia di Padova.
Antropospeleologia

Il Friuli nella Preistoria. Formazione delle montagne, delle colline e delle lagune. Testimonianze di vita dell'uomo preistorico

De Piero G.

Chiandetti ed. (1985)

Indici: Archeologia

Opera divulgativa dedicata alla Preistoria del territorio friulano. Dopo un capitolo introduttivo in cui si offrono cenni di inquadramento geologico, l'A. passa in rassegna i siti preistorici friulani più rappresentativi di ciascuna fase culturale crono-culturale (dal Paleolitico all’età dei metalli), tra cui numerosi sono quelli in cavità. Da sottolineare è la presenza di notazioni, corredate da rimandi bibliografici, spesso imprecise quando non del tutto errate: tra gli esempi, l'inquadramento del Ciòndar des Paganis nel Paleolitico Medio, e la pressoché esclusiva attribuzione alla sola fase neolitica delle altre cavità citate. Tra i “Ritrovamenti preistorici di vario genere” sono menzionati anche la Bus de le Anguane (Maniago) e la grotta Clap dal Lof (Cavazzo Carnico). Quest’ultima, menzionata da Marinoni, non venne più rintracciata nelle ricerche compiute alla fine dell’Ottocento. Le indagini condotte nell’area circostante portarono al solo rinvenimento di un riparo giudicato privo di interesse sia paletnologico che paleontologico.
Antropospeleologia

Il Sistema Vigant - Pre Oreak

Maddaleni P., Borlini A.

Comune di Nimis, Circolo Speleologico e Idrologico Friulano (2007)

Tratto da: In: Circolo Speleologico e Idrologico Friulano (a cura di), Il sistema sotterraneo Vigant -Pre Oreak, 23-37, Udine

Indici: Archeologia

Il contributo offre una descrizione del sistema ipogeo costituito dall'Abisso di Viganti (anche noto con il toponimo Olobigneza o "piccola bocca" in evidente contrapposizione con le notevoli dimensioni della sua imboccatura) e dalla Grotta Pre-Oreak, focalizzata sugli aspetti prettamente speleologici dei percorsi visitabili. In relazione all'Abisso di Viganti viene inoltre brevemente menzionato il rinvenimento di resti faunistici pleistocenici riferibili a esemplari di Orso delle caverne (Ursus spelaeus) e ghiottone (Gulo gulo) ivi rinvenuti ai primi del Novecento dai soci del Circolo speleologico e Idrologico Friulano.
Antropospeleologia, Biospeleologia, Documentazione speleologica, Geospeleologia e carsismo, Paleontologia

Il sistema Sotterraneo Vigant - Pre Oreak (Nimis, Udine, Prealpi Giulie)

AA.VV.

Volume realizzato dall’Amministrazione Comunale di Nimis, nell’ambito del Progetto Interreg III A Italia/Slovenia Spelaion Logos (2007)

Link: https://www.geomok.it/pdf/volumetto_nimis.pdf

Indici: Archeologia, Fauna, Cartografia, Depositi sotterranei, riempimenti, speleotemi, Monografia, Geomorfologia e speleogenesi, Idrologia

Antropospeleologia

Insediamenti preistorici nelle grotte delle Valli del Natisone

Bressan F.

Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Tratto da: In: Muscio G. (a cura di), Il Fenomeno carsico delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie - Friuli), s.2, 9: 15-20, Udine

Indici: Archeologia

Nell'articolo vengono passati in rassegna i più significativi siti preistorici in cavità delle Valli del Natisone, con particolare riferimentio a quelli "storici" scoperti dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano nei primi anni del Novecento, i cui materiali sono in più casi divenuti l'oggetto di studi di revisione da parte dello stesso A.. Ampio risalto viene inoltre riservato al Riparo di Biarzo, il solo sito ad essere stato oggetto di scavi stratigrafici in tempi più recenti. Nella parte terminale dell'articolo viene fornito un elenco dei siti in grotta che hanno restituito resti faunistici.
Antropospeleologia

La preistoria d'Italia alla luce delle ultime scoperte

Radmilli A.M.

Istituto Geografico Militare (1963)

Indici: Archeologia

Ampia panoramica sulla Preistoria italiana, le cui evidenze (siti, materiali) vengono discusse per aree geografiche; nel capitolo dedicato alla "Venezia Giulia e Dalmazia" (pp. 25-48) si segnala in mappa l'Abisso di Viganti.
Antropospeleologia

Le ricerche paletnologiche e paleontologiche

Cannarella D.

Istituto per l'Enciclopedia del Friuli - Venezia Giulia (1984)

Tratto da: Enciclopedia Monografica del Friuli-Venezia Giulia. Aggiornamenti. La ricerca scientifica, 1: 427-488, Udine

Indici: Archeologia

Rassegna storica sulle ricerche paletnologiche e paleontologiche svolte in regione, con particolare riguardo all’area del Carso triestino. Per il territorio friulano l'A. cita, tra i siti in grotta, i principali contesti “storici” del Friuli orientale indagati dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano a partire dai primi del Novecento, i quali, inizialmente riferiti al Neolitico, in base alle più recenti revisioni dei materiali, - tra cui si ricordano quelle portate avanti da Bressan presso il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine -, vengono ora attribuiti all’età dei metalli (età del Bronzo ed età del Ferro). Tra i siti divenuti oggetto di scavi sistematici in anni più recenti sono menzionati le Grotte Verdi di Pradis, il Riparo di Biarzo e la Grotta di Cladrecis.
Antropospeleologia

Note illustrative della Carta Geologica delle Tre Venezie. Foglio "Udine"

Feruglio E.

(1929)

Tratto da: Ufficio Idrografico del R. Magistrato alle Acque. Sez. Geologica, 1-77, Padova

Indici: Archeologia

Un paragrafo del volume (pp. 36-37) viene riservato ad una sintetica trattazione dei resti fossili di mammiferi (sia selvatici, con particolare riferimento a Ursus spelaeus, che domestici) e dei reperti della cultura materiale preistorici rinvenuti in alcune delle cavità del Friuli orientale.
Antropospeleologia

Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano

Paolo Maddaleni

Circolo speleologico e idrologico friulano (2018)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine

Link: http://www.csif.it/easynet/Archivi/CSIF/Pdf/0000/263.PDF

Indici: Archeologia

Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.
Antropospeleologia

Resti di mammiferi rinvenuti nella grotta di Viganti (Friuli)

De Gasperi G.B.

Circolo speleologico e idrologico friulano (1912)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, 8 (4) (lug.-ago. 1912): 81-92, Udine

Indici: Archeologia

Si descrivono in maniera approfondita i reperti faunistici rinvenuti nell'Abisso di Viganti dopo le segnalazioni di Gortani e dello stesso De Gasperi. Tra le specie determinate risultano compresi: Ursus spelaeus, Gulo luscus, Canis vulpes e Arvicola.
Antropospeleologia

Resti di vertebrati nelle cavità del Friuli orientale

Muscio G.

Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)

Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 47-61, Pasian di Prato (UD)

Indici: Archeologia

Nel contributo si illustra il quadro generale delle conoscenze, aggiornate agli studi più recenti disponibili in letteratura, sui resti di mammiferi di più ampia diffusione nel record fossile dei depositi in grotta del Friuli nel tardo Quaternario. A partire dalle faune attuali, l’A. discute i dati relativi alle specie animali frequentatrici delle cavità nelle diverse fasi cronologiche (dal Pleistocene Inferiore-Medio e Superiore all’Olocene Antico) fornendo riferimenti puntuali ai contesti in grotta di provenienza e all’importanza delle faune quali indicatori significativi ai fini della ricostruzione delle oscillazioni climatiche e delle modificazioni ambientali intercorse nel periodo considerato. Particolare attenzione tra i contesti in grotta viene riservata al Riparo di Biarzo (Prealpi orientali), in cui le interessanti e dettagliate evidenze disponibili in relazione ai complessi faunistici del Tardoglaciale-Olocene Antico consentono di ricostruire la stagionalità della frequentazione del riparo per attività di caccia e pesca e, in relazione al settore delle Prealpi Carniche, alla Grotta del Clusantin e alla Grotta del Rio Secco, in cui risultano attestate, rispettivamente, attività di caccia specializzata alla marmotta (alla fine del Paleolitico superiore) e peculiari forme di interazione tra Uomo di Neandertal e orso (Orso speleo e Orso bruno) durante il Musteriano finale.
Antropospeleologia

Sulla presenza dell'uomo preistorico nel Tarcentino

Montina P.

(1979)

Tratto da: Il Pignarûl, 1979: 54-58, Tarcento (Ud)

Indici: Archeologia

Nell'esaminare la questione della presenza dell'uomo preistorico nel tarcentino, l'A., in base a considerazioni di tipo geo-morfologico e alla scarsa consistenza dei dati archeologici disponibili, ritenuti imprecisi quando non addirittura inconsistenti, contesta la possibilità, sostenuta da altri studiosi, che alcune piccole cavità lungo la sponda del torrente Torre possano essere state abitate dall'uomo sin da epoca antica. Diverso il caso della presenza di resti fossili animali, attestati sia all'Abisso di Viganti che alla Grotta di Torlano (o Buse dai Corvazz).
Antropospeleologia

Un importante reperto di Gulo gulo L. nella grotta di Castagnavizza

Anelli F.

Istituto Italiano di Speleologia (1941)

Tratto da: Le Grotte d'Italia, s. 2, 4 (18-19): 92-118, Trieste

Indici: Archeologia

Per confronto con i resti di Gulo gulo (ghiottone) rinvenuti nella grotta di Castagnevizza nel Carso triestino-goriziano (oggi in territorio sloveno), si citano, tra gli altri, anche i reperti dell'Abisso di Viganti.
Antropospeleologia

Un nuovo reperto del "Gulo luscus" Linn. ("Gulo borealis" Nilss.) in Italia

De Gasperi G.B.

Società Italiana di Antropologia e Etnologia (1912)

Tratto da: Archivio per l'Antropologia e l'Etnologia, 42 (1): 125-135, Firenze

Indici: Archeologia

Vengono presentati i resti faunistici raccolti dall'A. in un ramo laterale della grotta di Viganti. La discussione si focalizza in particolare sui resti riferibili alla specie Gulo luscus (ghiottone), per la rarità dei rinvenimenti complessivamente noti (vedasi i confronti con esemplari rinvenuti in Europa centro-orientale) e per le significative informazioni ecologico-climatiche da questi desumibili in rapporto agli strati di provenienza. Si cita anche la Grotta Velika Jama in relazione ai resti di marmotta ivi attestati.
Antropospeleologia

Vertebrati fossili del Friuli. 450 milioni di anni di evoluzione.

Dalla Vecchia F. M

Museo Friulano di Storia Naturale. Pubblicazioni (2008)

Indici: Archeologia

Nel Volume è presente un excursus sulla storia dei vertebrati del Quaternario (Olocene escluso) in Friuli, condotto sulla base di precedenti studi disponibili in letteratura. L'A. in riferimento alle associazioni di vertebrati pleistocenici (Pleistocene Superiore) rinvenute in numerosi contesti in grotta del territorio friulano, sottolinea come la valenza scientifica delle stesse risulti spesso inficiata dall'assenza dei dati stratigrafici di provenienza, non sistematicamente registrati nel corso dei primi scavi effettuati tra Otto- e Novecento ma anche in anni più recenti (es. Grotte Verdi di Pradis). Al polo opposto si pongono i dati disponibili per alcuni contesti oggetto di indagini di scavo stratigrafiche approfondite, quali la Grotta del Rio Secco e la Grotta del Clusantin (Altopiano di Pradis) e il Riparo di Biarzo (Valli del Natisone). Particolarmente diffusa tra le specie rinvenute nei siti ipogei appare l’Orso delle Caverne (Ursus spelaeus), che in uno specifico caso (Abisso di Viganti: materiali andati dispersi dopo la rotta di Caporetto) appare in associazione con il ghiottone (Gulo gulo), animale non comune indicatore della presenza al tempo di un clima rigido e di un ambiente di tundra. Si segnala che la cavità indicata nel testo come Mala Jama corrisponde alla Mala Pec (materiali in deposito presso il Museo Friulano di Storia Naturale).