Breve descrizione del percorso d'accesso
L'ingresso della cavità, è ubicato in un vasto sprofondamento sotto le cime del Monte Musi con quote 1847.3-1825.8-1838.7. La grotta è situata in una zona densamente costellata da ingressi di altre cavità, che però non raggiungono i 30 metri di profondità. Per arrivare nei pressi dell'imbocco, si segue il sentiero tracciato con vernice rossa, che parte dietro al segnale stradale indicante l'abitato di sella Carnizza e che porta alla caverna della Madonna dei Cacciatori (5010-2780FR) sotto la Viliki Rop.
A quota 1670, circa 300 metri prima della caverna su menzionata, si abbandona il sentiero, sulla sinistra, e procedendo per facili roccette, segnate con vernice rossa, si giunge sotto l'altura con quota 1760, dove si apre l'ingresso dell'abisso.
Descrizione dei vani interni della cavità
L'abisso si apre a quota 1690, sul versante Nord del Monte Musi, geomorfologicamente caratterizzato da una monoclinale a franapoggio. L'inclinazione del versante è, a parte alcuni gradoni morfologici, la stessa degli strati, che presentano giacitura uniforme E-W con immersione verso N di 45°-50°, con sistema di fagliatura ortogonale (di trazione) e inclinato di 45° (di taglio) rispetto alla direzione degli sforzi compressivi che hanno generato il sistema di scaglie tettoniche e sovrascorrimenti delle Prealpi Giulie.
Da un punto di vista litologico, la zona è caratterizzata dalla presenza dei calcari oolitici e selciferi del Giurassico e dei calcari dolomitici del Retico-Norico ("calcari del Dachstein").
L'abisso "X6" è stato denominato "Abisso dei Diedri" per la forma caratteristica della zona adiacente all'ingresso e di alcuni vani interni che, fortemente condizionati dal reticolo di discontinuità della massa rocciosa (caratterizzato da stratificazione inclinata di 45° e fratturazione ad essa normale avente lo stesso angolo di immersione) assumono l'aspetto di diedri rombici delimitati da superfici lisce.
La cavità, con un andamento prettamente verticale, è costituita da una successione di pozzi o forre per approfondimento regressivo, intervallati da brevi condotti orizzontali o sale con il fondo occupato da clasti a spigoli vivi, condizionati dai sistemi di fratturazione principali.
Si riconoscono un sistema principale NE-SW, NNE-SSW e subordinato E-W, ENE-WSW che condizionano la forma e distribuzione degli ambienti interni. Si noti la sezione C-C' e la sezione trasversale in prossimità dei punti 16-17-18 del rilievo, ove la sommità è costituita da una frattura inclinata 45°-50° che, soggetta ad erosione progressiva ed allargamento, si verticalizza.
L'ingresso avviene attraverso un punto di assorbimento particolarmente vasto e complesso, che origina il primo pozzo (12,5m). Il fondo del primo pozzo interno (15.5m), occupato da un deposito nivale alimentato direttamente dall'esterno, presenta due prosecuzioni, costituite entrambe da galleria di frattura: la prima, inclinata verso NE, si perde in una fessura impenetrabile, con la parte inferiore innevata, e una verso NW che, con breve tratto suborizzontale, immette nei due pozzi successivi (8m e 26m). Scendendo il pozzo di 26 metri, si incontra il primo deposito (cascata) di ghiaccio da rigelo dell'acqua di stillicidio e delle acque correnti ed alla sua base (punti 13-14 ) è presente un ulteriore nevaio, probabile indizio di comunicazione con l'esterno. Procedendo verso SW, si imbocca il successivo pozzo (20,5m, punti 16-19 del rilievo), in corrispondenza del quale si nota un cambio litologico caratterizzato da un orizzonte di calcari marnoso-argillosi che, per la loro diversa risposta all'erosione, condizionano la sezione orizzontale del pozzo, di forma rotondeggiante, il cui fondo si allarga a formare una sala. Sceso in arrampicata un saltino (2m, punto 21), si prosegue verso il primo fondo della cavità (-114m).
Dal punto 28 verso Sud invece, l'abisso prosegue con una serie complessa di vani, in parte sovrapposti che, con pozzi e scoscendimenti sempre impostati su fratture, conducono ad una grande sala (punti 45-47), con il suolo occupato da clasti a spigoli vivi e di grandi dimensioni, alla cui formazione hanno concorso apporti idrici diversi. La sala è raggiungibile da diverse vie: alcune ancora attive (punti 36-37-38-39-42), si allagano completamente in pochi minuti in caso di forti precipitazioni esterne e costituiscono un potenziale pericolo, mentre altre, (punti 43-44-45-46), sono sempre percorribili in sicurezza.
Dalla sala si imbocca la via che, con tre pozzi successivi (punti 47-48-49-50-51), conduce alla massima profondità, di 179 metri.
NOTA: i depositi crio-nivali presenti non hanno avuto variazioni rilevanti di livello e consistenza, durante i due anni dell'esplorazione dell'abisso.