Descrizione dei vani interni della cavità
Risorgiva carsica perenne, di tipo vauclusiano. Si apre nei pressi di Polcenigo e riporta alla luce le acque dell'altipiano Cansiglio-Cavallo. Alla profondità di 10m sotto il pelo del laghetto, 4m sopra il fondo, una finestra dà accesso ad un cunicolo che si immerge sempre più sino a sfociare, 80m sotto la superficie, sulla volta di una vasta caverna, dopo la quale la cavità prosegue dapprima in salita per poi immergersi ancora. La pendenza è accentuata sino alla profondità di circa -100m, per diminuire successivamente fino al punto dove si sono fermate le immersioni. Le esplorazioni, molto difficoltose, sono state condotte da molti ricercatori di diversi gruppi. La prima immersione speleosubacquea di cui si ha notizia certa, è stata effettuata da speleosub del CSIF, il 13-12-1964, che raggiunsero la profondità di -21m, anche se vi sono notizie dell'impresa di uno speleosub francese, nel 1962-63, che potrebbe aver raggiunto i -58m. Nel maggio del 1967 Cobol raggiunse i 64m di profondità, superati, sempre nello stesso anno, da W. May e C. Hayes e S. Piccini, che raggiunsero la profondità di -80m, dove posero una targhetta. Un primo grosso lavoro di rilevamento della sorgente fu eseguito nel 1974, in occasione del record italiano di profondità fissato da A. Fileccia e R. Carbonere a -90m. L. Russo e M. Martini scesero a -108m nel 1987. Una serie di immersioni dello svizzero J.J. Bolanz e della sua equipe culminarono col raggiungimento della quota di -131m il 31-12-1992. In quest'ultima occasione L. Casati esplorò una diramazione tra -90 e -104m. La risorgenza è ora inaccessibile agli speleosub per ordinanza del Comune di Polcenigo, in seguito ai numerosi incidenti mortali avvenuti in questi ultimi anni, tra i quali quello di Maurizio Martini, speleosub della Commissione Grotte "E. Boegan", che vi morì il 12 luglio del 1987. Un tempo il numero 36FR era stato assegnato alla Grotta di Medea (Tane de Volp di Borgnano), ma essendo questa praticamente scomparsa il CSIF ha provveduto alla sostituzione.
Durante le esplorazioni del 2008 condotte da Luigi Casati, coadiuvato da un numeroso team di esperti tra cui il Nucleo Sommozzatori del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza - Trieste, è stato possibile esplorare la cavità fino alla profondità di 212 m (vedi bibliografia per dettagli).
Successivamente nel 2019 lo speleosub Krzysztof Starnawski ha raggiunto la profondità di - 222 m, diventando così la cavità sorgente più profonda d'Italia (vedi bibliografia per dettagli)